CONVOCAZIONE ASSEMBLEA DEI SOCI IN MODALITA’ TELEMATICA

E’ convocata in modalità telematica l’Assemblea dei Soci del Circolo Nautico “V. Migliori” di Giulianova. Ai sensi dell’ art. 11 e norme collegate dello Statuto Sociale, in considerazione del periodo di emergenza sanitaria dovuta al COVID 19, preso atto del divieto governativo di svolgere qualsiasi assembramento / consesso in presenza, si indice L’ASSEMBLEA DEI SOCI IN MODALITA’ TELEMATICA – via mail nei giorni: dal 23 febbraio 2021, al 27 febbraio 2021, finalizzata AL SOLO “Ordine del Giorno” relativo alla approvazione dei bilanci consuntivo 2020 e preventivo 2021.

La documentazione completa sul sito del Circolo Migliori https://www.circolo-migliori.it/

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INCONTRO CIRCOLO NAUTICO “MIGLIORI” ED ENTE PORTO

Questa mattina il consiglio direttivo del Circolo Nautico “V. Migliori” di Giulianova con a capo il presidente Sergio Quirino Valente ha incontrato il neo eletto consiglio direttivo dell’Ente Porto di Giulianova con il presidente Valentino Fabrizio Ferrante. Incontro informale e molto cordiale con gli intenti di collaborare per il bene del porto, della cittadina, della nautica e degli sport nautici giuliesi. Ha portato il suo saluto anche il sindaco di Giulianova Jwan Costantini socio del Circolo Migliori.

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ORARI APERTURA SEGRETERIA

La segreteria del Circolo Nautico “V.Migliori” di Giulianova riprende la sua attività in sede con il consueto orario dal martedì al sabato dalle ore 9:00 alle ore 12:00.

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FRANCESCO ETTORRE CONFERMATO PRESIDENTE FEDERVELA 2021-2024

E’ un grande onore per il Circolo Nautico “V. Migliori” di Giulianova che uno dei suoi Soci più illustri, il giuliese Francesco Ettorre, sia stato riconfermato presidente della Federvela per il triennio 2021-2024 nella XLIX (49a) Assemblea Nazionale Elettiva della Federazione Italiana Vela che si è tenuta a Roma sabato 19 dicembre 2020.

Congratulazioni da tutto il Consiglio Direttivo del Circolo “Migliori”.

Link al comunicato Federvela

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BUONE FESTE 2020-2021

A tutti i Soci, gli amici ed i simpatizzanti del Circolo Nautico “V. Migliori” di Giulianova i più sinceri auguri di Buone Feste 2020-2021 con la speranza di tornare presto a vederci passato questo “fortunale”.

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LA MILLENARIA STORIA DEL PORTO DI GIULIANOVA

Nel porto-canale, costruito dai Romani alla foce del Tordino, (Batinus), subito dopo la fondazione della colonia marittima di Castrum, (nel 264 avanti Cristo, all’inizio della prima guerra punica, secondo Velleio Patercolo), i naviganti approdarono per molti secoli. Nell’ultimo tratto il fiume scorreva più a sud dell’attuale alveo. “Il notevole spostamento determinato — come scriveva P. Palma — dalle correnti dell’Adriatico le quali costantemente si dirigono dal Silocco al Maestro, tanto nelle sponde italiche che nelle dalmatine”, ha cancellato ogni residuo archeologico dell’imponente opera, cioè dei munitissimi moli, sovrastati a sinistra dalle mura, volte a mezzogiorno dell’abitato-fortezza, a destra da una rocca, o “civitella’’, elevata sulla pertica coloniale castrense. Le due torri a cono, tracciate sotto il nostro toponimo nella Tabula Peutingeriana, simboleggiano la destinazione, soprattutto militare, della località: “oppidum et ostium”.È molto probabile che le spedizioni per la conquista dell’Illiria, attuate durante il periodo repubblicano, salpassero anche da Castrum. È quasi certo che Annibale corse e devastò il suo territorio: il “novum” aggiunto al “nomen” significa, forse, una ricostruzione sulle rovine, lasciate dai cartaginesi, contrastati dai locali ‘‘coloniari”, rifiutatisi di abbandonare la posizione strategica, malgrado il contrario ordine, impartito dal Console Livio Salinatore. Non fu soltanto base di flotte da guerra. Accolse in gran numero navi mercantili, esportatrici ed importatrici di cereali e di vini e dei più antichi prodotti in serie: vasi ed anfore. Interessò gli opposti schieramenti al tempo delle guerre civili. Le sue triremi furono predate da fautori di Silla, militanti al comando di Pompeo Magno, impadronitisi di sorpresa della “colonia”, sostenitrice di Mario. Vide passare Giulio Cesare diretto a Roma per abbattervi la Repubblica. Il suo agro fu “assegnato” ai “veterani” di Ottaviano Augusto. Continuò ad assolvere ai suoi compiti bellici e mercantili per tutta la durata dell’impero di Occidente, alla cui caduta sopravvisse lungamente. Una antichissima pia leggenda vuole che la nave greca che recava a Ravenna, per disposizione di Galla Placidia, figlia di Valentiniano III, le spoglie di S. Flaviano, vescovo e martire, fosse spinta dal vento nelle sue acque. Come che sia, nell’alto medioevo intervenne la variazione onomastica da Castrum Novum a Castrum Divi Flaviani, poi Flavianum o Flabianum, più tardi Castel S. Flaviano: variazione indicativa di nuova epoca, di diversa civiltà. Ne fa testimonianza il Cartulario della Chiesa teramana, in documenti, redatti fra il IX e il XII secolo, menzionanti più volte Castrum, il porto e un “insula”, antistante — si crede — il suburbio dell’antica “civitas”, (così qualificata nell’itinerario di Antonino Pio). Se non è apocrifa, la donazione dell’anno 956, dall’imperatore Ottone a San Massimo e al Vescovado Forconiano, nei pressi dell’odierna L’Aquila, si riferisce “locus”, nella contea aprutina chiamato San Flaviano, dotato di un ampio porto, assai redditizio in oro e argento, in ferro e sale. Sappiamo che la comunità flavianese traeva buoni utili dal fondaco e dalla dogana portuali e che misurava e pesava le merci a modo proprio. Ma i balzelli che imponeva ai mercanti, erano esosi. Se ne lamentarono il padre di Giovanni Boccaccio e altri “lanieri” e “pannari” fiorentini, in un ricorso alla corona che, in persona di Giovanna I d’Angiò, riconobbe e riprovò l’esosa politica fiscale denunziata.Del movimento commerciale da e per il porto e dei tributi connessi si ingerivano, sotto gli svevi e le posteriori monarchie, un “credenziero” e minori funzionari. Alle loro dipendenze gabellieri e scaricatori.Nel 1460 il condottiero di ventura Giacomo Piccinino, partitante per gli Angiò, scesi in campo per la riconquista del Reame, potette sbarcare le sue artiglierie sui moli di Castel S. Flaviano, ancora efficienti.La battaglia del 26 luglio di detto anno, aspramente combattuta, nelle piane di Tordino tra angioini ed aragonesi, il successivo sacco della vecchia fortezza, posto in essere dai teramani nemici del feudatario Giosia d’Acquaviva, il trasferimento degli abitanti dal sito ormai insalubre all’ameno colle su cui sorge Giulianova e — massimamente — il bradisismo che nel Sec. XVI sollevò il fondo del mare e rese impraticabile al naviglio la foce del fiume, furono i fatti finali della più che millenaria storia del porto di Castrum.Il ricordo del porto e la speranza di riaverlo non abbandonarono mai i giuliesi. Tuttavia soltanto dopo l’Unità d’Italia, furono redatti e presentati precisi progetti di ripristino ma in sede mutata. Fu esclusa la pura e semplice ricostruzione allo sbocco in mare del Tordino, non più navigabile e divenuto in epoca franco-napoleonica il confine sud del Comune. Instabili pontili in legno di varia lunghezza ed ampiezza venivano realizzati di volta in volta da privati per ragioni contingenti di carattere commerciale, come lo scarico da barconi a vela di legname e di carbone acquistati in Slovenia, e l’imbarco specialmente per l’Austria- Ungheria di “terraglie” di Castelli. (Operazioni vigilate dalla dogana di prima classe istituita a Giulianova da Ferdinando I d’Aragona, in segno di regale affetto per il suo familiare Giuliantonio d’Acquaviva, il fondatore del nuovo paese). La questione, dibattuta per decenni, in seno ai Consigli Comunali eletti, dal 1860 in poi con risultati sempre deludenti, fu ripresa ed avviata a soluzione quasi all’improvviso, poco prima della “grande guerra”. Del porto artificiale tanto desiderato furono patroni autorevoli il Sindaco Giuseppe de’ Bartolomei e il deputato del locale Collegio Uninominale Roberto de Vito, Consigliere di Stato, legatissimo al Giolitti e molto influente negli ambienti politici decisionali. Il 6 novembre 1913 quando Giulianova conferì all’on. De Vito la cittadinanza onoraria – era già in avanzata fase di costruttiva un “pennello scogliero” un molo raggiungibile con facilità dalla via del mare, oggi via Nazario Sauro. In testa alle benemerenze che motivarono la delibera, adottata per acclamazione, del predetto conferimento, figura la struttura portuale in corso d’opera. Altri meriti dell’“insigne” parlamentare, quali l’istituzione di una scuola professionale di arti e mestieri e il progetto di bonifica della Borgata Marina passarono in seconda linea, rispetto alle meritorie attività spiegata per il “pennello scogliero” che oltre tutto “puliva” il lido dell’alta barriera di breccia che ne aveva ostacolato finora la frequenza balneare dal Salinello al Tordino: barriera utilizzata per farne scogli.Occorre precisare che della non lieve spesa richiesta per il porto, (o – meglio per il suo embrione), lo Stato sosteneva poco meno dei tre quarti; il resto — circa un quarto — gravava sul Comune, le cui finanze non erano floridissime. Di questa partecipazione agli oneri dell’“intrapresa” si ricordarono ben presto, (seduta del Consiglio Comunale del 21 dicembre 1914), alcuni avveduti consiglieri, per richiamare l’attenzione del pubblico e delle autorità sulla permessa “sostituzione del materiale di spiaggia”, (la barriera di breccia, appunto) “a quello di fiume e del cemento di Senigallia a quello di Palazzolo che aveva importato una economia di lire 5,00 al mc. di calcestruzzo”, ma non un corrispondente “ribasso” da parte dell’appaltatore, dichiaratosi disposto a ridurre il suo incasso a sole lire 0,90: offerta stimata irrisoria. Non si venne a capo di nulla, un po’ per le remore nascenti dal fatto incontrovertibile che la direzione dei lavori spettava in esclusiva al Genio Civile, sotto il continuo controllo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, molto per il sopravvenire degli eventi bellici imponenti il rinvio della disputa a tempi migliori. Naturalmente nel dopoguerra non si parlò più di costi così bassi. Comunque il porto di Giulianova continuò ad essere costruito. (fonte: Riccardo Cerulli su www.giulianovaweb.it)

… negli anni ’20 e ’30 si aggiungono il secondo pennello e vari prolungamenti; fra i due moli si crea una bocca di circa 130 metri di larghezza con un fondale di circa 4-5 metri. Sul finire degli anni ’30 la sistemazione del lungomare (1937-1962), l’inaugurazione del mercato ittico all’ingrosso (1938), la prima mostra ittica (1939), la costruzione di alloggi popolari e della Casa del pescatore (1939), i primi pescherecci a motore evidenziano grande fermento e vivacità progettuale e gli echi di uno sviluppo futuro incentrato sempre più sul sistema portuale. Durante la seconda guerra mondiale (1940-1945) il Governo italiano requisisce le imbarcazioni del bacino giuliese con una portata superiore a 30 tonnellate per adibirle come dragamine nelle zone belliche. Nel 1946 vengono realizzati dei massi artificiali per i lavori di ristrutturazione e ricostruzione del porto, gravemente danneggiato dai bombardamenti. Nel decenni seguenti proseguono i lavori di adeguamento delle strutture all’interno del bacino con la creazione della banchina di riva e del porticciolo turistico. (Fonte: www.enteportogiulianova.it)

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IL COMANDANTE

Il Circolo “Migliori” è anche questo!

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“I RICORDI DI VILLA PARIS” E “2° TUNA FREE CONTEST”

Primo fine settimana di autunno ricco di eventi al Circolo Nautico “V. Migliori” di Giulianova.Sabato 3 ottobre alle 12.00 riparte “l’Aperitivo del Socio” offerto dal circolo ai propri soci con bollicine e snack.Alle 12.30 di ogni sabato e domenica il “Light lunch servito” riservato a soci, familiari ed amici dei soci , prenotazione obbligatoria.Sabato 3 ottobre alle 19.30 un evento culturale molto intenso, la scrittrice giuliese Adriana Viglione Massi presenterà il libro “I ricordi di Villa Paris”, interverranno la prof.ssa Alessandra Gasparroni (antropologa) e Sandro Galantini (storico)Domenica 4 ottobre si recupera il “2° Giulianova Tuna Free Contest” gara di pesca sportiva.Tutti gli eventi si svolgeranno nel rispetto della normativa anticovid19. Per info: 085 8004972; 349 0794879; oppure Dario 329 6337896.

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APERITIVO DI FINE ESTATE AL CIRCOLO “MIGLIORI

Il Circolo Nautico “V. Migliori” di Giulianova organizza un “Aperitivo di fine estate” riservato ai soci ed ai familiari per sabato 26 settembre 2020 alle ore 12.00. Bollicine, snack & finger nella terrazza giardino del circolo, nel pieno rispetto delle norme anti Covid19, per salutare la stagione appena passata ricca di eventi organizzati dal Circolo Migliori, incontri culturali e presenza di ospiti illustri e ringraziare soci ed amici per la loro numerosa partecipazione. E-state al Circolo Migliori

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I GIORNI DELLA PRIMAVELA 2020

Dal 1 al 3 settembre l’alto lago di Garda teatro della XXXV Coppa Primavela 2020. Grande festa per 300 velisti giovanissimi, delle classi Optimist e windsurf Techno 293. Programma, Circoli velici, iscritti: come seguire la manifestazione.

http://www.federvela.it/news/10-giovani/2656-i-giorni-della-primavela-2020.html

Garda Trentino Vela
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